anestesia gassosa

ANESTESIA “GASSOSA” UNA SICUREZZA

L’Anestesia “gassosa” all’Ospedale Veterinario San Concordio: sicurezza, affidabilità e maneggevolezza al servizio dei nostri animali!

L’anestesia “gassosa”, o più correttamente “inalatoria”, viene ormai considerata universalmente anche in campo veterinario una delle tecniche più sicure per il mantenimento dell’anestesia generale nel cane, nel gatto e nei nuovi animali da compagnia. All’Ospedale Veterinario San Concordio è al momento la tecnica di gran lunga più utilizzata negli interventi chirurgici sia di routine che di emergenza.
In cosa consiste:
Si tratta della somministrazione a livello dell’apparato respiratorio del paziente di vapori di anestetici volatili (c.d. alogenati: isofluorano, sevoflouorano, ecc.) miscelati ad ossigeno; per tale tecnica è necessaria quindi una fonte d’ossigeno, una macchina anestesiologica con misuratori di flusso precisi e vaporizzatori perfettamente calibrati ed un circuito specifico da connettere alle vie aeree del paziente. Nel cane e nel gatto la somministrazione viene effettuata pressoché sempre attraverso l’intubazione orotracheale (negli animali non convenzionali, quali roditori, lagomorfi, mustelidi, rettili, ecc. molto spesso invece vengono utilizzate particolari maschere e camere di induzione).
L’anestetico inalatorio arriva quindi attraverso le vie aeree negli alveoli polmonari e da qui passa nel sangue, attraverso il quale arriva al cervello ed esplica il proprio effetto.

Grandi vantaggi, pochi svantaggi, qualche cautela:
L’impatto dell’anestesia “gassosa” sull’organismo è molto meno importante rispetto alla vecchia e ormai sorpassata anestesia veterinaria iniettabile, cosa particolarmente desiderabile quando si debbano anestetizzare pazienti pediatrici, geriatrici, con patologie sistemiche o critici.
Nell’anestesia inalatoria l’assunzione e, in massima parte, l’eliminazione dell’anestetico inalatorio si realizza attraverso la respirazione (per lo smaltimento dell’anestetico da parte dell’organismo, al contrario dell’anestesia iniettabile, non serve o è trascurabile l’intervento di fegato e rene): il risvolto pratico più importante, responsabile della sicurezza, dell’affidabilità e della maneggevolezza della tecnica, è che modificando la quantità di anestetico respirato si riesce in maniera precisa a variare velocemente la profondità dell’anestesia, così, quando si interrompe la somministrazione, si ha un risveglio pronto e veloce, di solito in 15-20 minuti: in genere, per esempio, negli interventi di routine, dopo una mezz’ora troviamo il nostro animale in piedi nel ricovero, perfettamente cosciente ed in grado di deambulare, che ci scodinzola o fa le fusa e che magari ha addirittura già appetito (tutto questo anche grazie ad un trattamento del dolore ineccepibile).

L’intubazione orotracheale, vista da alcuni proprietari come una manovra invasiva e sgradevole, quasi uno svantaggio, in realtà costituisce un presidio di sicurezza insostituibile, in quanto protegge e garantisce la pervietà delle vie aeree anche in soggetti problematici (brachicefali, ecc.), impedisce che liquidi (saliva, acqua degli strumenti di detartrase, ecc.) o materiale rigurgitato venga inalato con pericolose conseguenze (asfissia, polmonite ab-ingestis) e permette di ventilare il paziente se smette di respirare o lo fa troppo poco (l’arresto respiratorio durante l’anestesia cessa di essere un emergenza!); la manovra di intubazione è poi più facile che nell’uomo ed infatti, se effettuata correttamente, con delicatezza e perizia, molto di rado provoca lo sviluppo di tracheiti o laringiti.
La tecnica “gassosa”, nonostante la sua indiscutibile affidabilità, per essere pratica, sicura e ben tollerata dal paziente deve essere preceduta ed affiancata dalla somministrazione di altri farmaci (l’agente inalatorio è privo di effetto analgesico, può essere irritante o sgradevole per le vie aeree di un paziente cosciente e per utilizzarlo da solo necessiterebbe di livelli troppo elevati, potenzialmente pericolosi per la salute dell’animale): di solito si somministra al soggetto un tranquillante e/o un analgesico, si approfondisce l’anestesia con un farmaco induttore di breve durata (es. propofol) fino a poter effettuare l’intubazione e si mantiene l’anestesia con l’anestetico inalatorio per tutto il tempo necessario, fornendo, in caso, contemporaneamente altro analgesico (si realizza una c.d. “Anestesia Bilanciata”, procedura che prevede l’utilizzo di varie tecniche combinate e di bassi dosaggi di più farmaci, in modo da massimizzare gli effetti desiderati dei vari principi attivi e minimizzarne quelli collaterali, riducendo al minimo l’impatto sul paziente).
In corso di anestesia inalatoria un comune effetto collaterale da arginare è la vasodilatazione sanguigna con conseguente riduzione della pressione arteriosa; ulteriore evenienza da sorvegliare è l’insorgenza di aritmie, che alcuni agenti inducono più di altri; altro aspetto da tenere sotto controllo è poi la depressione respiratoria, legata a livelli profondi di anestesia o alla concomitante somministrazione di altri farmaci: da quanto detto risulta ovvio che l’uso disinvolto, senza conoscenze specialistiche e privo di monitoraggio specifico va evitato, costituendo sicuramente una “malpractice” veterinaria.

ATTENZIONE quindi, in tanti possono farla, ma è davvero sicura solo e soltanto se fatta bene!:
L’anestesia “gassosa” è ormai piuttosto diffusa nelle strutture veterinarie, reperire una macchina per l’anestesia inalatoria non è più troppo impegnativo nemmeno dal punto di vista economico e permette di dire con vanto “io uso l’anestesia gassosa”: il problema però è che ci sono dei requisiti indispensabili, quali la presenza di un medico esperto in tale tecnica e nella gestione delle eventuali complicazioni, la disponibilità di attrezzature e farmaci per l’anestesia e la rianimazione, la presenza di strumenti per il monitoraggio almeno di frequenza cardiaca, ECG, pressione arteriosa indiretta, capnometria), senza i quali l’anestesia “gassosa” vede ridurre drammaticamente i suoi margini di sicurezza, fino a diventare dannosa o addirittura pericolosa per la sopravvivenza del paziente.
“All’Ospedale Veterinario San Concordio la gestione dell’anestesia inalatoria è affidata ad un medico anestesista competente ed esperto non solo nell’ambito anestesiologico ma anche nelle tecniche di emergenza e rianimazione, abbiamo ottime attrezzature, l’intero repertorio farmacologico necessario ad anestesia, emergenza, rianimazione e terapia intensiva, nonché ottimi chirurghi in grado di gestire qualsiasi imprevisto o complicanza chirurgica si verifichi durante l’intervento”.

L’alto livello dei dispositivi di monitoraggio costituisce poi uno dei nostri punti di forza e fa davvero la differenza: in più rispetto ad altri, durante l’anestesia inalatoria realizziamo una particolare fine valutazione della funzione respiratoria, rilevando saturazione (ossigenazione del sangue), capnografia (visualizzazione grafica del livello di anidride carbonica durante inspirazione ed espirazione), spirometria (informazioni volumetriche, pressorie e funzionali sulla respirazione del paziente), monitoraggio gas e alogenati (rilevazione precisa della quantità degli anestetici inalatori e dei gas respirati che rende possibile una più affidabile regolazione della profondità dell’anestesia) e della funzione cardiocircolatoria, rilevando frequenza cardiaca e del polso, tracciato elettrocardiografico, pressione arteriosa indiretta oscillometrica, pressione arteriosa diretta (veramente insostituibile, soprattutto nella gestione anestesiologica dei pazienti critici in urgenza (emorragie interne gravi, shock settico, ecc.), quando gli altri metodi indiretti di misurazione falliscono o sono inattendibili).
In più, all’Ospedale Veterinario San Concordio abbiamo la possibilità di utilizzare miscele di ossigeno ed aria medicale nell’anestesia inalatoria: grazie al monitoraggio dei gas respirati ed alle nostre macchine anestesiologiche possiamo usare, in caso di anestesie molto prolungate, invece del solo ossigeno, miscele di ossigeno ed aria: ciò permette di evitare i problemi respiratori post-anestesia o rianimazione legati alla prolungata respirazione di ossigeno puro (atelettasia polmonare, tossicità da ossigeno) a cui possono andare incontro i nostri animali.

“Da noi, l’anestesia “gassosa” è davvero una pratica molto sicura, venite, anestesista e chirurgo visiteranno e inquadreranno la situazione del vostro animale e vi informeranno sugli eventuali problemi riscontrati, nonché sulle tecniche e le strategie che metteranno in atto per ridurne al minimo l’impatto durante l’intervento, in modo da avvicinarsi il più possibile a quel tanto desiderato 100% di sicurezza durante l’anestesia e la chirurgia”.

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