Omeopatia/fitoterapia

OMEOPATIA VETERINARIA  

La medicina omeopatica ha una visione olistica del paziente, l’individuo cioè viene visto come un tutt’uno mente-corpo e le diverse manifestazioni sono lette nell’ambito di un unico sistema: l’individuo, che a sua volta si integra con l’ambiente circostante costituito dal proprietario, l’ambiente naturale, il clima.

Il veterinario omeopata deve quindi avere una conoscenza globale del paziente, e non solo della sua malattia. Secondo la visione omeopatica la malattia deriva da uno squilibrio della reattività dell’individuo, quando infatti i sistemi difensivi sono pronti ed efficaci vi sono reazioni che sconfiggono la insorgenza delle malattie; basti pensare a quante volte si viene in contatto con  virus, batteri, stress emotivi, e quante volte con le nostre sole forze riusciamo a non ammalarci.

Quando  l’individuo è in uno stato di benessere è in grado di conservare lo stato di salute, quando invece vi è uno squilibrio esso non riesce a reagire efficacemente e quindi si ammala. Il compito dell’omeopata è quello di prescrivere un rimedio omeopatico che sia in grado di riportare il paziente ad un livello di reattività efficace. Il rimedio omeopatico è una sostanza proveniente dal mondo animale, minerale, vegetale, sottoposta a particolari processi chimico-fisici: la diluizione e la dinamizzazione.  Secondo la “Legge di Similitudine”, una sostanza, capace di provocare sintomi in un soggetto sano, agisce come agente curativo in un soggetto malato che manifesta gli stessi sintomi. Si prescrive quindi utilizzando l’analogia tra rimedio omeopatico e paziente, tanto essa è maggiore e tanto migliori sono i risultati che si ottengono con la terapia.

La visita omeopatica comprende la visita clinica tradizionale e il colloquio omeopatico, durante il quale l’omeopata  conosce il paziente  e i suoi proprietari.

L’ omeopata  farà domande circa la vita sociale del cane, il suo appetito, le sue attività, vorrà conoscere tutta la sua storia clinica. L’individualizzazione è quindi una condizione fondamentale per la scelta del rimedio omeopatico e, per tale ragione, la prescrizione è personalizzata e potrà essere confermata solo dopo la valutazione della risposta terapeutica. Lo stimolo portato dal farmaco da modo al paziente di attivare correttamente la propria reattività, stimolando il processo naturale di guarigione.  L’equilibrio immunitario, che può portare l’individuo al successo nei confronti della malattia, è strettamente legato all’armonia generale psico-fisica.

La medicina omeopatica può essere affiancata alla fitoterapia e alla medicina convenzionale, in quanto esse agiscono in modo differente.

Per esempio, si possono utilizzare antibiotici dove le difese dell’individuo non siano sufficienti a combattere agenti batterici. La attenta valutazione del paziente, in collaborazione con i colleghi della struttura, supportate dal consenso del proprietario, permettono di definire il percorso terapeutico migliore con una scelta libera da pregiudizi. Per ogni caso clinico si valuta se consigliare il metodo convenzionale o quello omeopatico o fitoterapico, che possono anche essere alternati o contemporanei nell’ambito di un percorso terapeutico sinergico. La terapia omeopatica è volta alla salute generale del paziente, non ha tossicità né effetti collaterali, è di basso costo, si integra con successo sia con la fitoterapia che con la medicina convenzionale, non presentando rischi di interazioni farmacologiche.

Nel caso di pazienti con malattie molto gravi ed incurabili, la terapia omeopatica individuale può essere di aiuto a migliorare la loro qualità di vita, e ad accompagnarli dolcemente nelle ultime fasi della loro esistenza.

In geriatria si hanno molti vantaggi dall’utilizzo di rimedi omeopatici, sia per alleviare il dolore, che per migliorare la qualità di vita. Tra le patologie croniche che affrontiamo con l’omeopatia, possiamo citare le dermatitopatie, le otiti, le gastriti e le enteriti, le cistiti croniche, le calcolosi, le gastroenteriti, la epilessia oltre alle patologie di tipo comportamentale.
L’omeopatia nel cane Anche patologie gravi come la Leishmaniosi, le cardiopatie, l’insufficienza renale, le patologie autoimmuni, l’artrosi che spesso necessitano di controlli e terapie per tutta la vita dell’animale, possono essere adeguatamente tenute sotto controllo da una buona prescrizione omeopatica. Inoltre l’omeopatia offre un grande aiuto nella gestione dei disturbi della crescita e nel trattamento della gravidanza isterica.
L’omeopatia nel gatto Le patologie che nella pratica clinica omeopatica del gatto ci troviamo ad affrontare più spesso sono il complesso del granuloma eosinofilico, la sindrome urologica felina, l’insufficienza renale acuta e cronica, l’asma felina, la FIV e la FeLV.

FITOTERAPIA VETERINARIA  

Usata fin dall’antichità nella medicina popolare, ha assunto recentemente un valore medico-scientifico,è un approccio medico che si avvale dell’utilizzo di piante che contengono sostanze con una precisa attività farmacologia, ma si differenzia dalla terapia farmacologica tradizionale, per la presenza del “fitocomplesso”.

Quest’ultimo è l’insieme dei principi attivi presenti nella pianta: più molecole ad attività farmacologica diversa, spesso sinergica. Si possono aiutare il cane e il gatto con problemi urinari cronici con estratti di malva e di mirtillo.  Per le artrosi si può intervenire con piante quali l’ananas, la boswellia e l’equiseto, per i disturbi del fegato il cardo mariano e il carciofo.

La fitoterapia clinica va praticata da un medico perché richiede conoscenze approfondite e non può essere confusa con altre pratiche quali l’erboristeria, e il veterinario fitoterapeuta conosce i preparati,  dosaggi e i metodi di somministrazione più opportuni.

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