Covid19: I rischi depressione del post epidemia per cani e gatti.

Coronavirus, e quando l’isolamento finirà? I rischi depressione del post epidemia per cani e gatti.

Gli animali di casa adesso sono a strettissimo contatto con la famiglia e quindi si stanno abituando a questi ritmo. Il ritorno alla «normalità» potrebbe essere traumatico. Ecco alcuni consigli

Ancora non è una sindrome, ma lo potrebbe diventare presto. Secondo gli esperti si manifesterà quando la tempesta virale del coronavirus finalmente sarà finita. Si sta parlando del disagio da post-coronavirus. Che detta così può sembrare un enorme paradosso o peggio una stramberia e invece, il malessere, rischia di affliggere i migliori amici dell’uomo: cani e gatti. E già, perché quando l’emergenza Covid-19 sarà finita e i padroni confinati a casa torneranno nei luoghi di lavoro o si concederanno giorni di vacanza all’aperto, gli animali domestici ne soffriranno molto. E rischieranno anche di ammalarsi psicologicamente e di dover essere curati anche con medicinali . «Cani e gatti sono molto routinari – spiega il professor Angelo Gazzano, docente di etologia e fisiologia veterinaria università di Pisa e presidente dell’Avec, l’associazione veterinari esperti comportamento animale – e dunque la presenza continua dei padroni può diventare un problema quando tutto tornerà alla normalità».

E dunque che cosa potrebbe accadere ai nostri cani e gatti? «Potrebbero essere afflitti da ansia da separazione, manifestando uno stato di sofferenza». Con quali sintomi?
«Abbiamo studiato più manifestazioni. Spesso si lamentano, vomitano, sono colpiti da diarrea, urinano in casa. Ma possono avere anche comportamenti aggressivi, distruggere mobili, oggetti vari».
E andare in depressione?
«Certo. Mangiano meno, sono più apatici oppure manifestano comportamenti stereotipati ripetendo continuamente stessi gesti come leccarsi le zampe fino a provocarsi lesioni».
Succede anche al gatto?
«Il gatto è ancora più sensibili alla routine. A volte manifesta disagio quando un membro della famiglia si allontana per alcuni giorni, oppure arrivano ospiti inattesi. Anche lui si affeziona molto ai padroni, in modo diverso dal cane, ma con simile intensità».
Dunque quale consiglio dà ai padroni per evitare la sindrome da post coronavirus?
«Non essere attaccati al cane o al gatto 24 ore al giorno e creare momenti solitudine. Magari lascio cane o gatto in un’altra stanza lascio cane in una stanza, lo abituo a non essere dipendente con la mia presenza».

Con il risultato che umani e animali potranno festeggiare insieme e senza stress il giorno della vittoria sul Covid-19.

Fonte: Corriere della Sera