Il monitoraggio

Il MONITORAGGIO delle funzioni vitali del paziente in corso di anestesia è un aspetto fondamentale, perché permette di valutare in modo accurato lo stato clinico e di intervenire in modo tempestivo qualora si notino alterazioni pericolose. Esistono 2 tipi di monitoraggio, entrambi importanti, quello clinico (rilevazione di colore delle mucose, tempo di riempimento capillare, frequenza cardiaca, caratteri del polso, frequenza e profondità del respiro, posizione del bulbo oculare, riflesso palpebrale e pupillare, tono mandibolare, temperatura corporea) e quello strumentale (elettrocardiografia, pulsiossimetria, misurazione della pressione arteriosa, capnografia, spirometria, monitoraggio gas e alogenati, temperatura, monitoraggio del blocco neuromuscolare). In generale, più numerosi saranno i parametri rilevati, più accurata e precisa sarà la valutazione complessiva del paziente e quindi dell’andamento dell’anestesia.

Il monitoraggio perioperatorio, cioè prima, durante e dopo la procedura chirurgica e anestesiologica, rappresenta la carta vincente per la sicurezza del paziente: ci permette infatti di rilevare le alterazioni il più precocemente possibile e di correggerle prontamente prima che diventino pericolose e irrimediabili. In quest’ottica il monitoraggio continuato clinico e strumentale da parte del Medico Anestesista, sempre presente dalla premedicazione fino al risveglio completo del paziente, fa davvero la differenza.

Il contributo fornito in sala operatoria dal nostro monitor Datex-Ohmeda S/5 risulta poi davvero prezioso:

il monitoraggio elettrocardiografico consente di identificare in tempo reale e trattare eventuali aritmie cardiache;
la pulsiossimetria fornisce informazioni su variazioni dell’ossigenazione del sangue;
la misurazione della pressione arteriosa (effettuata con il metodo indiretto oscillometrico o quando possibile con il più preciso metodo diretto) dà importanti indicazioni sulla profondità dell’anestesia e sullo stato emodinamico del paziente;

capnometria, capnografia, spirometria e monitoraggio dell’agente anestetico inalatorio permettono di valutare l’adeguatezza della ventilazione e la profondità dell’anestesia, evitando sovradosaggi di anestetici e analgesici;
la misurazione in continuo della temperatura permette di evidenziare ed arginare riduzioni eccessive della temperatura corporea, favorite magari alla durata dell’intervento o alla piccola taglia del soggetto”;

il monitoraggio dell’effetto degli agenti bloccanti neuromuscolari consente di utilizzare tali farmaci, potenzialmente anche pericolosi ma in certi casi veramente indispensabili (chirurgia oftalmica, chirurgia toracica), nella massima sicurezza, evitando le complicazioni tanto temute in Medicina Umana.